BALSAMO VOLUMIZZANTE PROTETTIVO – BIOFFICINA TOSCANA

Buon pomeriggio ragazze!

Innanzitutto mi scuso per l’assenza di questa settimana, oggi cerco di farmi perdonare parlandovi del balsamo che sto utilizzando da marzo 2015 per la cura dei miei capelli: il Volumizzante Protettivo di Biofficina Toscana. Vi ricordate il post che scrissi qualche tempo fa in cui parlavo delle due versioni in gamma Biofficina?!

BALSAMI BIOFFICINA TOSCANA… QUALE SCELGO?!?

Ecco dopo altri due campioncini, uno per tipo, sono riuscita a decidermi ed ho optato per la versione volumizzante! :mrgreen:

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Si tratta di un balsamo certificato ICEA, testato al Nickel (<0.0001%), ottima cosa dato che io sono allergica al Nickel, dermatologicamente testatovegan e cruelty free. Inoltre non contiene PEG, parabeni, petrolati, SLS, SLES, alcohol, siliconi e coloranti.
La “mega” confezione contiene 200 ml di prodotto per € 10,50 ed ha un PAO di 6 mesi, anche se il mio (che è praticamente finito adesso) non ha cambiato odore né consistenza nei mesi oltre quelli previsti dal PAO e nonostante sia aperto da più di nove mesi è ancora perfetto. ❤

Questo balsamo si basa sul concept della sinergia brevettata di due estratti da materie prime bio toscane: Uviox®-Oleox®, che se miscelati in percentuali controllate agiscono contro i radicali liberi, rallentando l’invecchiamento dei tessuti trattati.
..adesso vi starete chiedendo cosa sono Uviox® e Oleox®?! Dunque Uviox® è un prodotto ottenuto da vinacce fresche di uva rossa, selezionate tra le più ricche in biofenoli e provenienti da agricoltura biologica certificata e Oleox® è un bioliquefatto di olive verdi, le cui molecole hanno una spiccata attività antiossidante.
In Biofficina e in questo specifico prodotto c’è molta INNOVAZIONE ma anche tanta TRADIZIONE: uva rossa e olive, praticamente sono l’emblema della cultura enogastronomica toscana, in questo caso innalzate e sublimate per assolvere a ruoli diversi da quelli che tradizionalmente hanno rivestito per secoli.
E questo da buona fiorentina non potevo non sottolinearlo. 😆

Ecco la sua composizione, con relativa analisi come da Biodizionario e, dove mancante, da altra fonte di equivalente attendibilità (Promiseland, CosIng)..
INCI: ●●Aqua, ●●Myristyl alcohol, Behenamidopropyl dimethylamine, ●●Glycerin, ●●Olea europaea fruit oil*, ●●Sesamum indicum seed oil *, ●●Hydrolyzed grape fruit*, ●●Hydrolyzed olive fruit *, ●●Citrus aurantium dulcis flower extract*, ●●Citrus medica limonum fruit extract*, ●●Helichrysum italicum extract*, Juniperus communis fruit extract*, ●●Myrtus communis extract, ●●Lactic acid, ●●Xanthan gum, Benzoic acid, Benzyl alcohol, Citrus aurantium dulcis peel oil*, Parfum, Dehydroacetic acid, Limonene, ●●Tocopherol.
*da agricoltura biologica 

Oltre alle due sostanze innovative già citate (Uviox® e Oleox®) la sua formulazione contiene glicerina, olio di oliva biologico (Olea Europaea Fruit Oil), olio di sesamo bio (Sesamum Indicum Seed Oil), estratti biologici o da raccolta spontanea di fiori di arancio dolce (Citrus Aurantium Dulcis Flower Extract), del frutto del limone (Citrus Medica Limonum Fruit Extract), di elicriso (Helichrysum Italicum Extract), delle bacche di ginepro (Juniperus Communis Fruit Extract) e di mirto (Myrtus Communis Extract), oltre all’olio essenziale di arancio bio (Citrus Aurantium Dulcis Peel Oil).
Se vi state preoccupando per i due ingredienti col pallino rosso lo state facendo invano, perché un ingrediente va contestualizzato!
Ad esempio la questione sull’olio essenziale di arancio è semplice: è rosso perché fotosensibilizzante e se applicato sulla pelle in estate potrebbe causare l’insorgenza di macchie cutanee, ma se applicato sui capelli non ha effetti negativi, tanto più se è contenuto in un prodotto che prevede risciacquo e non in un prodotto di styling che permane sul capello fino al lavaggio successivo.
Mentre per il Juniperus Communis Extract la cosa è stata un po’ più complessa dato che non riuscivo a capire perché un ingrediente vegetale come l’estratto di ginepro potesse esser ritenuto nocivo, per cui ho deciso di rivolgermi direttamente alla persona che ha curato la parte botanica del Biodizionario, che mi ha gentilmente spiegato che al ginepro sono associati bollini rossi per la possibile tossicità a livello renale dell’estratto, ma la sua presenza in un prodotto topico non è negativa di per sé perché la sua presunta tossicità è da considerarsi tale solo per uso interno e non esterno. Quindi non c’è assolutamente da allarmarsi per la presenza di questo ingrediente in questo caso, tanto più che si trova in un prodotto che necessita un risciacquo e inoltre è contenuto in minima parte nel balsamo, visto che si trova ben oltre la metà dell’I.N.C.I. 😉

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Il balsamo si presenta come un composto bianco cremoso abbastanza denso, io ne uso una noce piuttosto generosa perché i miei capelli sono molto lunghi ed io lo applico a partire da un centimetro dalla cute fino alle punte, ovviamente se li avete di una media lunghezza ne basterà una quantità minore, ma sarà semplice individuare la giusta dose per avvolgere tutta la chioma.

Sulla confezione è indicato un tempo di posa di 1 minuto, anche se per abitudine io non lo tengo mai sui capelli meno di 2 o 3 minuti almeno e se non vado particolarmente di fretta lo lascio agire anche per 10 minuti, dopodiché inizio a sgraticciare i capelli con un pettine a denti larghi e trascorso questo tempo con questo balsamo è davvero molto semplice districarli nonostante l’attitudine a creare nodi dei capelli lunghi. Cosa che non avveniva assolutamente col balsamo che utilizzavo prima, ne ho parlato qui PRODOTTI FINITI DI FEBBRAIO.
Va risciacquato accuratamente e abbastanza a lungo, ma non lascia un effetto opaco sul capello. Nonostante abbia una composizione abbastanza ricca, poiché contiene l’olio di oliva molto in alto nell’I.N.C.I., non lascia i capelli unti e li fa durare puliti abbastanza a lungo.

Nonostante io abbia i capelli fini, tanti e molto lunghi, quindi pesanti e in più liscissimi (per cui per natura tendono a stare giù attaccati alla cute! 😀 ) con questo balsamo sono leggermente volumizzati anche alla base e questo è un ottimo risultato per me! :mrgreen:
In più dopo l’asciugatura i miei capelli risultano morbidi, vaporosi e assumono una profumazione delicata e piacevole da annusare, discreta ma che perdura inalterata per almeno due giorni!

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Vi lascio anche una foto del risultato che ottengo con questo balsamo su di me, in modo che possiate valutare voi stesse il suo effetto volumizzante, ci tengo a sottolineare che il giorno prima di aver scattato questa foto avevo lavato e asciugato i miei capelli senza aver fatto la piega, non sono tipo da perdere tempo con spazzola e phon, perché non ho pazienza per queste cose. 🙄 Se invece dei capelli vi avesse colpito il trucco che ho in questa foto vi lascio anche il link al post in cui trovate tutte le info per realizzarlo: SMOKEY ROSSO.

Infine il mio VOTO obbiettivo complessivo è un 8 e 1/2.

A chi consiglierei questo balsamo?! Alle ragazze che cercano un balsamo che abbia un buon effetto volumizzante, che renda semplice l’operazione di districare i capelli e che li nutra con ingredienti di qualità. Non ho fatto distinzione tra capelli grassi o secchi volutamente, perché ritengo che sia un prodotto abbastanza trasversale sotto questo punto di vista, ma se volete sapere che tipo di capello ho, il mio è tendenzialmente secco per sua natura.
Lo riacquisterei?! Credo proprio di si! Perché mi piace l’effetto che ha sui miei capelli, riesce a nutrirli a fondo, ma senza appesantirli!

E questo è tutto..

Se volete seguirmi anche sulla mia pagina facebook, dove pubblico tutti i miei articoli e altre cosine vi lascio il link:

https://www.facebook.com/mercurymakeup14?ref=hl

Ciao! ..e al prossimo post!

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26 pensieri su “BALSAMO VOLUMIZZANTE PROTETTIVO – BIOFFICINA TOSCANA

  1. Non posso che sottroscrivere tutto! Io ho i capelli ricci, fini, secchi e crespi e nel giro di pochissimo, è diventato il mio balsamo preferito. Districa, nutre e volumizza la chioma in maniera stupenda. 😀

    • Mi fa piacere sapere che funzioni bene anche su un capello diverso dal mio! 😉
      Una ragazza riccia quando ho pubblicato l’articolo in pagina facebook mi ha segnalato che l’unico difetto che ha questo balsamo su di lei è che le apre il riccio, hai riscontrato questo problema anche tu?!

      • No, nel mio caso rimangono belli compatti e definiti! Un vero miracolo, per chi, come me, li ha avuti crespi e ingestibili per anni ed anni. Il passaggio all’ecobio è stato cruciale per svelare finalmente la vera natura dei miei capelli. :’) Capisco ad ogni modo come un’altra riccia possa avere avuto un risultato diverso dal mio. Nessuna chioma è identica ad un’altra e di ricci ne esistono almeno 6 tipi (classificati con le relative caratteristiche); inoltre anche l’indice di porosità fa moltissimo (nel bene e nel male). :-*

      • 6 tipi diversi di ricci?! Dani mi hai aperto un mondo, non credevo ne esistessero così tanti!! 0_0 Avendo i capelli iperlisci non ne so molto dell’universo dei ricci! Racconta racconta.. Sono tutta orecchie! 😉 😀

      • A dire il vero sono 9! 😀 Non mi sono accorta di aver digitato il numero sbagliato ieri sera. Chiedo venia!

        Se ti può consolare comunque, io stessa, da riccia, non avevo la minima idea che ci fosse una classificazione così particolareggiata. ^^’

        In pratica, si fa una prima distinzione tra: capelli mossi (tipo 2), ricci (tipo 3) e “coily” (tipo 4) (ricci fitti a spirale/afro) e poi, per ognuna di queste categorie, ci sono tre sottotipi.

        Il mio riccio, in particolare, è un ibrido tra il 3a e il 3b, ovvero un riccio con il boccolo di medie dimensioni che, se idratato a dovere, risulta morbido e lucido. Posterò presto delle foto, così da farti rendere meglio conto di quello che dico. Questo intanto è uno schema di riferimento generale: http://www.naturallycurly.com/hair-types

        Per ogni tipo di riccio, c’è poi un tipo di routine preferenziale da seguire (prodotti consigliati, tecniche di asciugatura…).

        Riguardo la porosità invece, essa fa riferimento alla capacità o meno del riccio di assorbire umidità (c’è un test da fare che aiuta a capire come siamo messe da questo punto di vista).

        Se la porosità è bassa (come nel mio caso), allora il riccio si comporterà come un impermeabile con la pioggia, allontanando cioè l’umidità e dunque l’insorgenza del crespo (o almeno del crespissimo, soprattutto in inverno, con la nebbia); se, al contrario, l’indice di porosità è alto (in questo caso, si parla di capelli fortemente danneggiati da tinture chimiche, phon ecc), allora l’umidità penetrerà con grande facilità, creando l’odiato effetto “frizz”. Come ben dici, è proprio un mondo!

        Mi domandavo se esista una scienza a sé anche per le chiome lisce? Credo che queste, in generale, vengano viste come più facili da gestire, ma non so fino a che punto tale supposizione sia vera! ;-*

      • Grazie per l’esaurente risposta e per il buon link che mi hai suggerito! 😀
        A dire la verità mi hai messo la pulce nell’orecchio e non so se esista una classificazione per le chiome lisce, di primo acchito ti direi di no, perché mentre per i capelli mossi si può creare una sorta di catalogazione in base alla morfologia del riccio, al diametro della spirale, ecc.. Sul liscio in base a cosa si potrebbe classificare?! In definitiva o sei liscio liscissimo o sei liscio ma con un po’ di tendenza al crespo!!! 😆
        Comunque approfondirò questo aspetto, perché il dubbio ormai si è instillato in me! 😀

      • Prova a spulciare, perché il discorso della porosità potrebbe avere un senso anche per le chiome lisce e in base all’indice più o meno basso, magari è bene usare un prodotto X anziché uno Y ecc. Sto ipotizzando, ma magari scopri davvero anche tu un mondo nuovo. 😉

      • Lo farò senz’altro! ❤ Hai ragione magari la porosità è un fattore in base al quale potrebbero esser classificati anche i capelli lisci! ..è davvero piacevole parlare con te, oltre che nobilitante, son davvero contenta di averti conosciuto qui su wp!
        Ho iniziato a leggere giusto oggi un libro sui capelli e sulla loro cura secondo criteri naturali, magari lì trovo qualche info utile, anche in merito a questo aspetto! 😉

      • D’estate è assente, vale a dire che li lavo e li lascio asciugare all’aria! 😆
        Mentre d’inverno dopo averli districati col balsamo, li sciacquo, li tampono con un asciugamano, rigiro la testa all’ingiù, asciugo a media temperatura per 10 minuti circa (15 a esagerare!!), poi basta rigiro la testa e non gli faccio altro fino al giorno dopo! Se trascorso quel tempo si sono asciugati bene, sennò pace, lo faranno da sé nelle ore successive! 😉 Non ho molta pazienza nei confronti dei miei capelli! 🙄

      • Non mi scandalizzo nemmeno troppo, dai! 😉 In realtà, la cosa migliore sarebbe quella di far asciugare sempre i capelli all’aria, ma a meno che non si viva ai Tropici tutto l’anno, alle nostre latitudini è praticamente impossibile.

        Ti stupirà, ma anche io seguo più o meno la tua stessa routine con il phon (munito rigorosamente di diffusore, altrimenti mi ritrovo con una criniera informe in testa xD). Parto a testa in giù e poi proseguo a testa in su, sollevando le radici per raggiungere un volume medio e avendo cura di asciugare tutto a dovere, altrimenti il riccio s’increspa e tanto valeva non perdere proprio tempo a lavarli (Santa Pazienza!).

        Ovvio che metto qualche prodottino per lo styling, pena zero definizione, ma diciamo che in circa 20 minuti riesco ad asciugare la testa come più mi piace. ;-*

      • Ma sei bravissima! Riuscire ad asciugare i ricci in 20 minuti è un ottimo risultato, specialmente se sono lunghi! 😀 Io non ce la farei a starci tutto quel tempo! 😉 ..è come se saltassi la tua seconda fase!
        Lo so che asciugare i capelli all’aria è la scelta migliore, però magari d’inverno non è la scelta più salutare! 😆

      • Ti ringrazio! I miei al momento sono di lunghezza media, ma ho impiegato alla fine trent’anni per capire come occuparmene al meglio e farmeli piacere. Dacché ricordi, li ho sempre odiati. Ora invece è diverso e ne sono onestamente contenta. 😊

  2. Interessantissima la spiegazione del perché l’estratto di ginepro e l’olio essenziale di arancio hanno il pallino rosso, in effetti il biodizionario va sempre contestualizzato per non creare inutili allarmismi! :*

    • Grazie Marian! ❤ La consultazione del BioDizionario è un inizio, ma non sufficiente da solo ai fini della valutazione e ci tengo a sottolineare questo messaggio! Grazie per avermene dato modo col tuo commento! 😉
      Il BioDizionario è uno strumento che si ha a disposizione e come tale va usato, ma non deve essere utilizzato passivamente, anzi.. Si tratta semplicemente di una partenza da cui poi si originano una serie di riflessioni, considerazioni, valutazioni e contestualizzazioni volte a inquadrare i singoli ingredienti e a trovare poi un senso generale nel loro complesso! :mrgreen:

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